La deforestazione non è più soltanto una questione ambientale: è diventata una sfida competitiva per le aziende che operano sul mercato europeo. Con l’entrata in vigore del Regolamento Europeo contro la Deforestazione (EUDR), prevista per il 30 dicembre 2025, l’Unione Europea si impegna a garantire che i prodotti commercializzati nel proprio mercato non contribuiscano alla distruzione delle foreste a livello globale.
Il regolamento introduce obblighi stringenti per chi importa, vende o esporta materie prime e prodotti considerati a rischio deforestazione, come legno, caffè, cacao, soia, olio di palma, gomma e carne bovina. Oltre a tutelare l’ambiente, la normativa richiede alle imprese di dimostrare l’origine sostenibile dei propri prodotti, attraverso sistemi di tracciabilità e due diligence lungo l’intera catena di fornitura.
Nuove regole: sfide e opportunità
Per supportare le imprese nella transizione, la Commissione Europea ha pubblicato ad aprile 2025 nuove linee guida e introdotto semplificazioni operative per facilitare l’applicazione della normativa. Tra le principali novità:
Un’occasione per ripensare le filiere globali
L’EUDR non rappresenta solo un vincolo normativo, ma anche una leva strategica per le imprese attente ai criteri ESG di ridisegnare le proprie filiere. Le aziende saranno chiamate a ripensare i propri modelli di approvvigionamento, rafforzare la collaborazione con fornitori e partner, e investire in strumenti di tracciabilità.
La transizione verso filiere ‘deforestation-free’ richiederà innovazione, formazione e visione strategica. Soprattutto, sarà fondamentale trasformare un obbligo normativo in un’opportunità per rafforzare la gestione della resilienza delle proprie filiere, in linea con le aspettative di clienti, investitori e opinione pubblica.
In definitiva, l’EUDR non è solo un atto legislativo: è una nuova frontiera per la sostenibilità. Chiede alle imprese di fare la propria parte nella tutela delle foreste e nella lotta al cambiamento climatico. Perché oggi, essere sostenibili non è solo una scelta valoriale, ma anche una strategia di posizionamento competitivo.
KPMG ha sviluppato un approccio pragmatico e multidisciplinare, coinvolgendo le diverse funzioni aziendali con una visione chiara: ripensare la filiera non solo per rispondere ai requisiti normativi, ma anche per trasformare questo impegno in un’opportunità di posizionamento competitivo.