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      Nel primo trimestre del 2026 gli investimenti di Private Equity (PE) annunciati a livello globale si attestano a 436,4 miliardi di dollari in 4.168 operazioni, segnando una contrazione dei volumi e confermando la selettività degli investitori.

      L’andamento del primo trimestre del 2026 ha portato il totale degli investimenti PE annuali su base mobile a scendere leggermente, dai 2,2 trilioni di dollari segnati nel quarto trimestre del 2025 ai 2,1 trilioni di dollari del Q1 2026, un valore che si mantiene comunque elevato rispetto ai livelli degli ultimi tre anni.

      Più rilevante è stato, invece, l’impatto sul volume delle operazioni, che è rimasto debole. Nel primo trimestre del 2026 sono state annunciate solo 4.168 operazioni di PE a livello globale, facendo scendere il totale su base mobile a 12 mesi da 21.026 a 19.682, il livello più basso dal primo trimestre del 2021.

      Il mercato globale del Private Equity rimane polarizzato: le operazioni più grandi e strategiche in ambiti come AI, energia e infrastrutture continuano a guidare il mercato e gli asset di elevata qualità continuano ad attrarre capitali, mentre altri asset fanno più fatica ad ottenere finanziamenti.

      L’ammontare di dry powder sul mercato è rilevante, ma, in un contesto di incertezza geopolitica con impatti incerti sull’andamento dei tassi, il mercato ha adottato un approccio più prudente e selettivo.

      Elevati controvalori, ma bassi volumi: focus su grandi operazioni di alta qualità

      La dicotomia tra controvalori e volumi delle operazioni a livello globale evidenzia il continuo focus degli investitori PE su operazioni di grandi dimensioni e di elevata qualità, che coinvolgono asset di primo livello. Nel corso del trimestre, le tre maggiori operazioni globali sono state il delisting completato della società statunitense di infrastrutture per l’energia pulita AES, acquisita da Global Infrastructure Partners ed EQT per 41 miliardi di dollari, il secondary buyout annunciato della società polacca di servizi di ritiro pacchi InPost, da parte di un consorzio guidato da Advent International e FedEx, per 9,2 miliardi di dollari e il buyout completato della società tedesca di smart fitness EGYM, acquisita da Playlist per 7,5 miliardi di dollari, in un’operazione guidata da Affinity Partners.

      Le Americhe attraggono la quota maggiore di capitali PE, seguite dalla regione EMA

      Le Americhe hanno rappresentato 247 miliardi di dollari di valore in operazioni PE in 1.980 deal nel primo trimestre del 2026. Gli Stati Uniti si confermano come principali protagonisti, con 228 miliardi di dollari in 1.811 operazioni, trainati dal delisting di AES da 41 miliardi di dollari.

      Al di fuori degli Stati Uniti, la maggiore operazione nelle Americhe è stata il buyout da 3,4 miliardi di dollari della società peruviana di generazione e distribuzione di energia rinnovabile Inkia Energy, da parte di Canada Pension Plan e I Squared Capital.

      La regione EMA ha registrato 154 miliardi di dollari in 1.816 operazioni, guidata dal buyout di InPost da 9,2 miliardi di dollari.

      La regione ASPAC ha registrato 26 miliardi di dollari di investimenti PE in 255 operazioni, guidati dal secondary buyout da 5,1 miliardi di dollari della società di infrastrutture per data center ST Telemedia Global Data Centres (Singapore), da parte di un consorzio guidato da KKR.

      Gli investimenti di Private Equity in Europa

      Nel primo trimestre del 2026, la regione EMA ha registrato 154 miliardi di dollari di investimenti PE in 1.816 operazioni, valori che hanno portato i totali su base mobile a 12 mesi a 718 miliardi di dollari in 8.522 operazioni, rispetto ai 743 miliardi di dollari su 9.043 operazioni del quarto trimestre 2025.

      Il Regno Unito ha continuato ad attrarre la quota maggiore di investimenti PE nella regione durante i primi tre mesi dell’anno (39 miliardi di dollari), seguito da Germania (15 miliardi di dollari), Spagna (14 miliardi), Francia (12 miliardi) e India (10 miliardi).

      Tra le principali operazioni del trimestre, il buyout da 9,2 miliardi di dollari della società polacca di lockers per pacchi InPost, da parte di un consorzio che include Advent International e FedEx, il buyout da 7 miliardi di dollari della società irlandese di leasing aeronautico Macquarie Air Finance, acquisita da Dubai Aerospace Enterprise e il buyout da 6,5 miliardi di dollari della società spagnola di gestione dei rifiuti Urbaser, da parte di Blackstone ed EQT.

      Alla fine del trimestre, fattori esterni hanno colpito duramente il mercato, interrompendo alcune delle dinamiche positive della regione e spingendo diversi investitori PE a sospendere l’attività, a causa delle preoccupazioni legate al nuovo conflitto in Medio Oriente e al suo potenziale impatto su inflazione, tassi di interesse e rischi per le catene di approvvigionamento.

      È, quindi, probabile che nel breve periodo gli investitori mantengano un approccio selettivo e prudente nell’allocazione del capitale. Le infrastrutture legate all’intelligenza artificiale, inclusi i data center, continueranno probabilmente ad attrarre l’interesse degli investitori, insieme a infrastrutture digitali, asset legati alla transizione energetica, infrastrutture energetiche, trasporti e servizi.

      Le prospettive per il secondo trimestre del 2026

      Per il secondo trimestre del 2026, si prevede che gli investimenti PE restino concentrati su operazioni di alta qualità, in particolare in società collegate all’intelligenza artificiale, come data center, infrastrutture digitali ed energia.

      Anche il settore della difesa potrebbe segnare un aumento degli investimenti, spinto in parte dai significativi impegni di spesa assunti dai governi. L’esito dei conflitti in corso è molto incerto e le implicazioni più ampie per i mercati energetici globali restano imprevedibili. Persistono preoccupazioni in particolare sull’andamento del prezzo di petrolio e gas, sulla disponibilità di energia e sulle potenziali pressioni inflazionistiche collegate.

      Tali rischi potrebbero tuttavia attenuarsi nel corso del secondo e terzo trimestre dell’anno, se le condizioni continueranno a stabilizzarsi. Nel lungo termine, una maggiore consapevolezza delle dinamiche energetiche globali potrebbe generare effetti positivi, come un crescente interesse verso fonti energetiche alternative e le relative infrastrutture.

      Pulse of Private Equity Q1 2026

      Nel primo trimestre del 2026 gli investimenti globali di Private Equity annunciati si attestano a 436,4 miliardi di dollari.


      Contatti

      Stefano Cervo

      Partner, Head of Private Equity and Deal Advisory

      KPMG in Italy