L’EU Digital Product Passport (DPP), introdotto nel 2024, richiede che quasi tutti i prodotti venduti nell’UE dichiarino origine del prodotto, materiali utilizzati, impatto ambientale e raccomandazioni per lo smaltimento.
Creando un’infrastruttura di dati a livello di prodotto, il DPP è progettato per abilitare informazioni affidabili, maggiore fiducia dei clienti, circolarità e resilienza operativa. Il Digital Product Passport sta, quindi, trasformando il modo in cui le aziende europee creano valore e rappresenta un’opportunità per costruire fiducia e rafforzare la competitività di lungo periodo in un contesto normativo e di mercato europeo in rapida evoluzione.
Nel report ‘KPMG European Digital Product Passport Readiness Survey’ sono state intervistate più di 70 organizzazioni in tutta Europa riguardo al Digital Product Passport (DPP) dell’UE, per analizzare il livello di consapevolezza, la governance, la preparazione dei dati, il coinvolgimento dei fornitori, i sistemi e le priorità strategiche. Le organizzazioni intervistate differiscono per dimensioni, settore e posizione nella catena del valore e rappresentano industry con livelli diversi di esposizione agli obblighi iniziali relativi al DPP.
Con l’obiettivo di fornire un quadro completo dello stato di preparazione all’implementazione dei requisiti del Digital Product Passport (DPP), questo report offre una panoramica su dove si collocano le imprese europee e propone raccomandazioni operative per essere pronti ad intraprendere il percorso DPP.
I risultati dello studio mostrano un livello elevato di consapevolezza, ma una preparazione disomogenea. Molte organizzazioni non hanno ancora definito chiaramente le responsabilità né tradotto le aspettative normative in piani operativi. Allo stesso tempo, le aziende riconoscono la trasformazione del business richiesta e la natura interdisciplinare del DPP, che implica la collaborazione tra IT, Procurement, R&D, Supply Chain, Operations, Legal, Marketing e funzioni Commerciali. Questo evidenzia l’importanza di agire in anticipo e di disporre di una governance aziendale solida.
Gli ostacoli principali all’implementazione includono qualità dei dati dei fornitori multilivello, specifiche tecniche ancora incerte e integrazione dei sistemi. Al contrario, i principali benefici attesi comprendono una maggiore fiducia del mercato e un incremento della domanda. La trasparenza viene considerata un fattore chiave per abilitare fiducia e confrontabilità sulla sostenibilità dei prodotti.
I first movers stanno già sperimentando approcci pilota, mappando gli ecosistemi dei fornitori e integrando i requisiti di dati di prodotto nella progettazione e negli acquisti.
I principali risultati dello studio KPMG
- Awareness levels of the DPP
- Departments responsible for implementing
- DPP Readiness levels
- Key challenges
I settori analizzati nello studio
Chiara Catgiu
Senior Manager, Climate Change & Sustainability Services
KPMG in Italy