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      Nel secondo semestre 2025 gli investimenti globali nel fintech hanno raggiunto 56,3 miliardi di dollari in 2.169 operazioni. Dopo tre anni di dati in calo, nel 2025 il mercato fintech globale ha invertito la tendenza, con un aumento delle dimensioni dei deal e un rinnovato entusiasmo, in particolare nel settore dei digital assets.

      Guardando all’intero anno, nel 2025 gli investimenti globali nel fintech hanno registrato un netto rimbalzo, salendo a 116 miliardi di dollari in 4.719 operazioni, rispetto ai 95,5 miliardi in 5.533 operazioni del 2024.

      Per quanto concerne le diverse aree geografiche, le Americhe hanno attratto la maggior parte degli investimenti, con 66,5 miliardi di dollari, in aumento rispetto ai 55,4 miliardi del 2024. La regione EMEA (Europe, Middle East & Africa) ha toccato i 29,2 miliardi di dollari, rispetto ai 26,5 miliardi dell’anno precedente, mentre l’area Asia-Pacifico ha rallentato, scendendo a 9,3 miliardi dai 11,7 miliardi del 2024.

      Il volume globale dei deal è sceso al livello annuale più basso dal 2017, riflettendo una crescente selettività degli investitori, nonostante l’aumento dei capitali impiegati.

      Dopo tre anni consecutivi di calo, il mercato fintech globale torna a crescere

      Nel 2025 gli investimenti fintech globali sono aumentati, passando dal minimo degli ultimi sette anni di 95,5 miliardi del 2024 ai 116 miliardi di dollari del 2025, nonostante il volume dei deal sia diminuito per il quarto anno consecutivo, raggiungendo il minimo degli ultimi otto anni con 4.719 operazioni.

      Nel secondo semestre, l’attività è rallentata leggermente, con 56,3 miliardi di dollari investiti in 2.169 deal, rispetto ai 59,7 miliardi in 2.550 deal del primo semestre 2025.

      Le Americhe rappresentano la quota maggiore degli investimenti fintech nel 2025, ma non i più grandi deal nel secondo semestre.

      Le Americhe hanno rappresentato la quota maggiore degli investimenti fintech globali nel 2025, attraendo 66,5 miliardi di dollari distribuiti in 2.409 deal, di cui gli Stati Uniti hanno rappresentato 56,6 miliardi in 1.977 deal. La regione EMEA ha registrato 29,2 miliardi in 1.484 deal, mentre la regione ASPAC ha visto 9,3 miliardi in 763 deal.

      Il secondo semestre 2025 ha rispecchiato le tendenze annuali, con le Americhe che hanno raccolto 27,4 miliardi in 1.160 deal, di cui gli Stati Uniti hanno rappresentato 23,9 miliardi e 961 deal. La regione EMEA ha registrato 13,8 miliardi in 617 deal, mentre la regione ASPAC ha totalizzato 4,6 miliardi in 362 deal.

      Nonostante gli Stati Uniti abbiano attratto la quota maggiore di investimenti fintech durante il secondo semestre del 2025, due dei tre deal più grandi si sono conclusi in altre aree geografiche, tra cui la raccolta VC da 3 miliardi di dollari della piattaforma di servizi finanziari britannica Revolut, il delisting da 2,5 miliardi di dollari della società israeliana Sapiens International da parte di Advent e la partecipazione da 2 miliardi di dollari di Intercontinental Exchange in Polymarket con sede a New York.

      Gli investimenti globali nei digital assets sono quasi raddoppiati nel 2025

      Il 2025 è stato un anno eccezionale per i digital assets, con investimenti globali quasi raddoppiati da 11,2 miliardi di dollari a 19,1 miliardi anno su anno. Sebbene il totale degli investimenti sia rimasto al di sotto del record di 32,2 miliardi registrato nel 2021, l’attuale slancio dovrebbe continuare anche nel 2026, sostenuto da una crescente certezza normativa, favorita dall’approvazione negli Stati Uniti del Guiding and Establishing National Innovation for US Stablecoins (GENIUS) Act e dall’entrata in vigore completa del regolamento Markets in Crypto-Assets (MiCA) nell’UE alla fine del 2024, oltre che dalla regolamentazione prevista nel Regno Unito entro il 2027.

      Il settore ha visto un numero significativo di startup focalizzate sugli asset digitali raccogliere importanti round di finanziamento VC, mentre aziende più mature hanno realizzato IPO di successo, o annunciato l’intenzione di farlo. Nel 2026, molte di queste società dovrebbero concentrarsi sull’aumento della scala per anticipare la concorrenza.

      L’interesse per gli stablecoin ha registrato una forte crescita nel 2025, con le aziende che sono entrate in questo mercato sia direttamente sia attraverso consorzi. Anche la tokenizzazione degli asset, in particolare dei money market fund, ma anche di beni come gli immobili, ha continuato a suscitare un interesse crescente.

      Gli asset digitali e la tokenizzazione saranno il grande tema del 2026. Le aziende utilizzeranno sempre più i digital assets per fondi monetari, gestione della tesoreria, pagamenti e incassi. Tuttavia, questo ambito non è privo di rischi e sarà sempre più necessaria una due diligence e stress test dei sistemi finanziari per comprendere davvero l’impatto sulla stabilità finanziaria e sui fattori macroprudenziali, sia positivi che negativi.

      La regione EMEA registra 29,2 miliardi di dollari di investimenti fintech nel 2025, nonostante il minimo negli ultimi otto anni nel volume dei deal

      Dopo essere scesi al minimo degli ultimi otto anni nel 2024, gli investimenti fintech nella regione EMEA sono risaliti a 29,2 miliardi di dollari nel 2025, nonostante il continuo rallentamento del numero di deal, scesi da 1.803 a 1.484 anno su anno, il livello più basso degli ultimi otto anni.

      Sia il valore che il volume dei deal sono stati più deboli nel secondo semestre 2025, con 13,8 miliardi di dollari di investimenti distribuiti su 617 deal.

      I deal più importanti nella regione EMEA durante il secondo semestre del 2025 includono la raccolta VC da 3 miliardi di dollari della piattaforma britannica di servizi finanziari Revolut e il delisting da 2,5 miliardi di dollari della società israeliana di servizi assicurativi SaaS Sapiens International da parte di Advent.

      Nel Medio Oriente, i deal più rilevanti sono stati la raccolta VC da 157 milioni di dollari della società saudita di pagamenti B2B Hala e la raccolta da 59 milioni di dollari della società emiratina di transazioni immobiliari digitali Huspy.

      In Africa, il deal più significativo è stato la raccolta da 15,5 milioni di dollari della società marocchina di e-commerce B2B e servizi finanziari Chari.

      Il Regno Unito ha attratto la quota più alta di investimenti fintech in Europa nel 2025, 10,9 miliardi di dollari distribuiti su 418 deal, nonostante il calo rispetto ai 13,3 miliardi su 527 deal del 2024.

      A seguire, i paesi nordici con 5,3 miliardi di dollari in 101 deal (di cui la Svezia rappresenta 4,8 miliardi), Israele con 2,7 miliardi, Francia con 1 miliardo e Germania con 965,8 milioni.

      Il Medio Oriente ha continuato ad affermarsi come hub fintech nel 2025, con investimenti in crescita da 741,4 milioni in 161 deal a 1 miliardo in 135 deal anno su anno. In Africa, l’attività fintech è stata più debole, da 512,5 milioni in 126 deal a 370,4 milioni in 95 deal, ma la regione continua a suscitare interesse, in particolare nel settore dei pagamenti.

      Per il primo semestre del 2026, ci sarà forte attenzione alle soluzioni basate sull’AI, con le grandi istituzioni finanziarie che cercano modi per accelerare l’innovazione tramite l’intelligenza artificiale. Alcuni investitori, tuttavia, temono una possibile bolla: in alcuni casi non è ancora chiaro come queste aziende genereranno profitto nel lungo termine e ciò alimenta il timore che le valutazioni siano più legate a ‘storytelling e hype’ che a ricavi solidi e duraturi.

      Le normative stanno plasmando sempre più l’uso dei digital assets, contribuendo a dare fiducia e ad alimentare ulteriori investimenti nel settore.

      Uno slancio agli investimenti arriverà dall’avvio di un’infrastruttura dei pagamenti europea indipendente dagli operatori statunitensi, con l’iniziativa European Payment Initiative (EPI), che estende la propria soluzione di e-commerce oltre la Germania, includendo Belgio, Francia e Paesi Bassi, e con l’adozione prevista del regolamento sul digital euro da parte dei legislatori dell’UE.

      Parallelamente si assisterà al consolidamento tra aziende fintech focalizzate sui digital assets più piccole, a causa dei costi legati alla compliance con MiCA e nuove regolamentazioni.

      Nei primi mesi del 2026 si prospetta anche una crescita della tokenizzazione, in particolare stablecoin e deposit token, e un miglioramento dell’interoperabilità tra diverse normative, valute ed ecosistemi.

      Le prospettive per il primo semestre del 2026

      Guardando al 2026, c’è ottimismo per l’andamento del mercato fintech a livello globale. Gli investimenti nell’intelligenza artificiale stanno aumentando rapidamente, con un maggiore focus su soluzioni specializzate per i singoli settori. Le normative si stanno rafforzando e stanno contribuendo a delineare come sarà il futuro, in particolare nell’ambito dei digital assets. I mercati emergenti stanno registrando un interesse crescente, con nuovi hub fintech in sviluppo. L’attività di exit è in aumento e il mercato delle IPO sta ripartendo.

      Questi saranno i trend che caratterizzeranno il fintech nel primo semestre 2026:


      • I digital assets guadagnano terreno, mentre aumenta la vigilanza regolamentare

        Stablecoin e altri asset digitali continueranno ad attrarre forte interesse da parte degli investitori, sostenuti da una maggiore chiarezza normativa, in particolare negli Stati Uniti, e da casi d’uso in espansione sia da parte degli operatori tradizionali sia delle startup.

        Nonostante lo slancio positivo, permangono rischi strutturali, il che pone un’attenzione rinnovata su governance, controlli e gestione del rischio nei prossimi 6-12 mesi.

      • I mercati dei capitali pronti a una trasformazione attesa da tempo

        Nel 2026, i mercati dei capitali stanno entrando in una fase cruciale di cambiamento, con l’innovazione che si estende oltre l’equity verso il debito, il project finance, l’export finance e il crescente spostamento verso il private credit.

        Settori storicamente resistenti alla disruption stanno ora attirando un’attività crescente da parte delle startup, creando le basi per cambiamenti strutturali significativi.

      • La trasformazione dell’asset management accelera, guidata dall’ASPAC

        Il settore dell’asset management continua a evolvere, con la regione Asia Pacific come principale protagonista. Le aziende consolidate stanno modernizzando le operazioni di front-, middle- e back-office tramite migrazione al cloud, piattaforme avanzate di gestione dei dati, agenti AI e tokenizzazione dei fondi. Tutto ciò attrae maggiori investimenti e favorisce la differenziazione competitiva.

      • Gli Emirati Arabi Uniti puntano a diventare leader globali nella tokenizzazione degli asset reali

        Sfruttando il loro ecosistema fintech in rapido sviluppo, l’UAE sta puntando a diventare un hub globale per la tokenizzazione degli asset reali (RWA). Con investimenti continui a Dubai e Abu Dhabi, nei prossimi mesi l’attenzione sarà rivolta ad attrarre talenti di alto livello, startup internazionali e capitali su larga scala.

      • L’AI domina gli investimenti e le fintech hanno ancora spazio per emergere

        L’intelligenza artificiale rimane l’area di investimento più forte a livello globale, sostenuta principalmente dalla domanda delle grandi aziende per ottenere efficienza e riduzione dei costi attraverso partnership con i leader del big tech.

        Per le startup fintech basate sull’AI, la differenziazione dipenderà da proprietà intellettuale distintiva e valore trasformativo dimostrato, sia tramite nuovi prodotti finanziari, sia attraverso innovazioni nei modelli di business.

      Pulse of Fintech H2 2025

      Analisi semestrale dei trend e degli investimenti nel settore fintech a livello globale.


      Contatti

      Pasquale Ambrosio

      Partner, Advisory

      KPMG in Italy

      Giulio Carlo Dell'Amico

      Partner, Head of Asset Management

      KPMG in Italy