Per i leader della supply chain, il 2026 continuerà ad essere un anno ricco di sfide. Saranno sei i trend che avranno il potenziale di impattare il mondo delle supply chain, influenzando la strategia complessiva della supply chain, il migliore utilizzo di tecnologia e dati e con un focus sulle pressioni esterne incessanti che tutte le supply chain affrontano.
Gli esperti KPMG analizzano da vicino queste tendenze e forniscono indicazioni pratiche per costruire una supply chain resiliente, ad alte prestazioni e orientata al valore.
1. Il Total Value come imperativo strategico
Nel corso del 2026, ci aspettiamo che le aziende leader vadano oltre l’attenzione sulla sola resilienza, spostando il focus verso la creazione di ‘Valore Totale’ (Total Value).
Dal punto di vista della gestione della supply chain, il Valore Totale rappresenta un cambiamento di prospettiva: non si tratta più solo di gestire e superare le disruption della catena di fornitura, ma di perseguire attivamente la massimizzazione del valore a livello di intera azienda. Questo approccio strategico unisce Total Experience e Total Performance, integrando le dimensioni chiave del business.
Total Experience
La Total Experience è l’unificazione strategica delle interazioni con clienti, dipendenti, partner e canali digitali in un unico ecosistema intelligente. Non si tratta soltanto di sorprendere positivamente i clienti, ma di abilitare ogni punto di contatto a generare valore.
La Total Experience si basa su cinque principi fondamentali:
Total Performance
La Total Performance riguarda il fare le cose giuste, più velocemente, in modo più intelligente e più sostenibile, in allineamento con l’obiettivo generale di ottenere risultati operativi di eccellenza.
La Total Performance si traduce nella realizzazione di risultati misurabili lungo le principali dimensioni del business: finanziaria, operativa, people, innovazione e sostenibilità.
Total Value
Il Valore Totale (Total Value) si realizza collegando strategicamente le diverse componenti del business, individuando opportunità di miglioramento sinergiche e sfruttando tecnologia e dati per elevare sia l’esperienza del cliente sia la performance operativa a livello di intera impresa.
Il risultato finale non è soltanto la stabilità di fronte alle avversità, ma una crescita sostenuta, una maggiore efficienza e un vantaggio competitivo distintivo e duraturo.
Un approccio orientato al Total Value può generare risultati misurabili in termini di soddisfazione del cliente, redditività, ottimizzazione del capitale circolante e coinvolgimento dei dipendenti, permettendo alla supply chain di contribuire significativamente alla crescita del valore aziendale.
2. La Supply Chain come parte dei Global Business Services
La supply chain gestisce molte transazioni e requisiti di reporting, diventando quindi una delle funzioni che potenzialmente può essere migrata all’interno dell’organizzazione dei Global Business Services (GBS). Questo passaggio segue la centralizzazione di altre funzioni come finanza, HR e IT. Nel breve termine, questo trend si sta affermando tra i principali operatori globali, ma è probabile che diventi un modello per altri.
Le supply chain hanno molte attività ripetitive, transazionali e scalabili, rendendo la funzione ideale per essere accentrata. Le supply chain centralizzate possono aiutare le organizzazioni a sfruttare efficienze di costo, scalabilità e ad adottare analisi, automazione e AI. La centralizzazione può anche migliorare la visibilità globale end-to-end, consentire decisioni più rapide e informate su esigenze di magazzino e logistica, e fornire una maggiore governance del rischio e resilienza.
Una funzione di supply chain più matura sotto GBS potrebbe includere capacità come pianificazione della domanda e dell’offerta completamente standardizzata, torri di controllo logistiche dedicate e integrate, sistemi logistici primari e secondari integrati, e-commerce e funzionalità self-service.
3. Scalabilità dell’AI
Nel corso del 2026, prevediamo che molte delle promesse recenti dell’AI nella supply chain diventeranno realtà. Le aziende passeranno all’integrazione dell’AI in piattaforme come Source-to-Pay e negli strumenti di pianificazione e gestione del rischio della supply chain, migliorando efficienza e governance.
Le supply chain più mature dovrebbero raggiungere la ‘Connected Intelligence’, in cui l’AI a livello aziendale collega la supply chain con procurement, finanza, ESG, HR e sistemi CRM, formando un ecosistema intelligente e autonomo. Molti leader della supply chain sono pronti ad affrontare questo passo, grazie agli investimenti nelle giuste piattaforme tecnologiche, a dati connessi e all’impegno della leadership.
4. Procurement agentico
Sulla scia del ruolo crescente dell’AI nella supply chain, il procurement (incluso o allineato alle funzioni di supply chain) sarà sempre più alimentato dall’AI agentica.
Nel 2026, tre forze convergeranno per rendere questo possibile. La prima è la maturità delle capacità, con agenti che non si limitano a produrre insight, ma svolgono attivamente compiti come valutazione dei fornitori, monitoraggio del rischio e revisione dei contratti. La seconda forza è la pressione strategica, con i leader focalizzati sull’integrazione dell’AI agentica lungo tutto il ciclo di vita del procurement. La terza forza è l’evoluzione del modello operativo, con le piattaforme digitali di procurement che evolvono verso automazione estrema, integrazione profonda e AI agentica.
Gli agenti operano ora su sistemi esistenti di Source-to-Pay, Contract Lifecycle Management e gestione del rischio dei terzi. Gli agenti emettono e gestiscono autonomamente RFP, valutano le risposte dei fornitori, avviano processi di onboarding, monitorano il rischio dei fornitori, gestiscono o risolvono problemi in tempo reale e identificano i rinnovi contrattuali imminenti. Gli agenti possono anche generare script di negoziazione ed eseguire playbook contrattuali pre-approvati.
5. Nuove metriche
Le supply chain sono ormai asset strategici fondamentali che sostengono la competitività, la resilienza e l’impegno verso la sostenibilità di un’organizzazione. Le metriche tradizionali che un tempo guidavano le discussioni nei consigli di amministrazione, come il costo per unità, il DIFOT (delivery in full on time) per il cliente, i tempi di consegna e il turnover delle scorte, vengono ora ampliate per riflettere le complessità odierne e le aspettative degli stakeholder.
Nel prossimo anno, si prevede che i leader della supply chain raccoglieranno e utilizzeranno sempre più nuove metriche in otto aree chiave. Alcuni esempi di queste nuove aree di misurazione includono:
Queste metriche riflettono la complessità intrinseca delle supply chain moderne e il ruolo strategico cruciale che esse svolgono nel successo aziendale.
6. Più dazi e trade disruption
È probabile che anche nel 2026 lo scenario in cui operano le aziende sarà caratterizzato da dazi, protezionismo non tariffario e conseguenti interruzioni commerciali, che potrebbero modificare i landed cost dall’oggi al domani, costringendo i team a riconsiderare l’approvvigionamento dei materiali, le rotte di spedizione e i prezzi ai clienti.
Per essere preparati, i leader della supply chain dovrebbero concentrarsi sull’agilità, ad esempio ampliando le reti di fornitori, rilocalizzando la produzione vicino ai mercati vitali o mantenendo scorte aggiuntive in alcune regioni chiave.
Un approccio digital è fondamentale per gestire la volatilità dei dazi. Le piattaforme di gestione dei dazi e i simulatori di scenari basati su AI possono aiutare i leader della supply chain a simulare flussi alternativi e testare ipotesi prima che le policy vengano implementate. Le aree Procurement, Finance e Tax hanno la necessità di accedere a dati commerciali integrati per identificare i reali landed cost dei prodotti. AI e automazione possono amplificare questa visibilità.
Oltre il caos
Dopo diversi anni di caos dovuto alla pandemia, alle crisi geopolitiche, alle tensioni commerciali globali, al tema dazi, alla disruption legata alla progressiva adozione dell’AI ed a tanti altri fattori esogeni, è comprensibile che i leader della supply chain cerchino oggi un percorso di sviluppo stabile. La realtà è che le sfide saranno costanti, quindi sarà sempre più necessario concentrarsi su strategia, tecnologia e nuovi insight basati sui dati, per continuare a elevare l’impatto positivo della supply chain sulle performance aziendali.