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      Nel terzo trimestre del 2025, gli accordi annunciati a livello globale nel settore del Private Equity hanno raggiunto i 537,1 miliardi di dollari, in crescita rispetto ai 438 miliardi di dollari del secondo trimestre dell’anno. Il volume delle operazioni di Private Equity è aumentato da 3.769 nel Q2 2025 a 4.062 nel Q3 2025. Gli Stati Uniti registrano 300,2 miliardi di dollari in investimenti PE nel trimestre, più della metà del totale globale.

      I megadeal sostengono il mercato globale PE, nonostante il calo nel volume delle operazioni

      Gli investimenti di Private Equity a livello globale hanno raggiunto 537 miliardi di dollari nel terzo trimestre del 2025, leggermente superiori rispetto ai 512 miliardi del terzo trimestre del 2024, nonostante un rallentamento significativo nell’attività di dealmaking. Nel Q3 2025 si sono registrate solo 4.062 operazioni, rispetto alle 5.070 del Q3 2024. Il valore elevato degli accordi riflette l’attenzione crescente degli investitori PE verso operazioni di grandi dimensioni e di alta qualità. Nei primi tre trimestri dell’anno, gli investimenti PE globali raggiungono quota 1,5 trilioni di dollari, un risultato che indica che al termine dell’anno si potrebbero superare i livelli complessivi registrati negli ultimi tre anni.

      Gli Stati Uniti attraggono i deal più grandi e la quota maggiore di finanziamenti PE

      Nel terzo trimestre del 2025 la regione delle Americhe ha attratto 322,9 miliardi di dollari in 1.977 operazioni, oltre il 60% del valore globale degli accordi di Private Equity nel trimestre. Gli Stati Uniti rappresentano la maggior parte di questo totale (300,2 miliardi di dollari e 1.791 operazioni). I tre accordi più grandi negli USA, tutti buyout da pubblico a privato, hanno contribuito per 95,3 miliardi di dollari: Electronic Arts (56,4 miliardi), Air Lease (28,2 miliardi) e Dayforce (12,4 miliardi).

      Questi dati evidenziano l’impatto significativo dei megadeal (o della loro assenza) sui flussi di investimento PE sia regionali che globali. Escludendo questi accordi eccezionali, infatti, il quadro risulterebbe meno positivo.

      Gli investimenti di Private Equity nella regione EMA si sono attestati a 178,3 miliardi di dollari nel terzo trimestre del 2025, con 1.736 operazioni. Il secondary buyout di Pension Insurance Corporation pari a 7,7 miliardi di dollari è stato il più grande dell’area, seguito dal buyout da pubblico a privato di Spectris (UK) da parte di Advent per 6,4 miliardi, superando l’accordo precedentemente annunciato da KKR.

      In Asia, gli investimenti di Private Equity sono stati pari a 30,6 miliardi di dollari in 253 operazioni, guidati dal buyout di Insignia Financial (Australia) per 2,1 miliardi e dal buyout da pubblico a privato di Hangzhou Kangji Medical Instruments (Cina) per 1,4 miliardi.

      Prevale la cautela tra gli investitori Private Equity, fatta eccezione per i megadeal

      Sebbene i dati globali sugli investimenti di Private Equity siano stati positivi nel terzo trimestre del 2025, gran parte dei controvalori è stata guidata da pochi megadeal. Al di là di queste grandi operazioni, gli investitori PE si sono dimostrati cauti, puntando solo su asset di alta qualità con un forte focus sui rendimenti. Il calo marcato nel volume delle operazioni tra il terzo trimestre del 2024 e lo stesso periodo del 2025 in tutte le principali aree geografiche evidenzia l’impatto delle tensioni geopolitiche e delle incertezze commerciali, con molti investitori PE che stanno evitando di concludere operazioni su larga scala finché persistono alcune incertezze. Il mercato del Private Equity nel suo complesso non si è ancora pienamente ripreso, nonostante alcune aree di investimento mostrino segnali di recupero.

      La diversificazione geografica diventa sempre più importante nel nuovo ordine mondiale

      Nei primi nove mesi del 2025, i deal di Private Equity con partecipazione cross border sono stati consistenti, contribuendo con 750 miliardi di dollari in 4.849 operazioni, ben al di sopra dei valori del 2024 e quasi al ritmo necessario per eguagliare il picco di 1,1 trilioni del 2021.

      La crescente polarizzazione geografica, la tendenza alla de-globalizzazione e l’attenzione verso lo sviluppo di industrie nazionali hanno rafforzato la convinzione che, per vendere nei mercati domestici, sia necessario possedere asset locali. Questo ha spinto alcuni Private Equity a diversificare gli investimenti e la base di fornitori delle aziende in portafoglio per avvicinarsi ai mercati target.

      Le prospettive per il quarto trimestre del 2025

      Guardando al quarto trimestre del 2025, si prevede un miglioramento dell’attività di mercato dei Private Equity, favorito da condizioni macroeconomiche in miglioramento, come il calo dei tassi d’interesse. La riapertura dei mercati IPO negli Stati Uniti e in Asia dovrebbe aiutare, offrendo percorsi di uscita alternativi per asset detenuti da tempo.

      A livello settoriale, si prevede che l’intelligenza artificiale guiderà una parte significativa degli investimenti di Private Equity nei prossimi trimestri, soprattutto nel settore delle infrastrutture AI. A tendere, anche l’aumento degli investimenti governativi in difesa, infrastrutture e autonomia tecnologica potrebbe incoraggiare gli investimenti PE, anche se ci vorrà tempo prima che questa tendenza si concretizzi.

      Pulse of Private Equity Q3 2025

      Rapporto trimestrale KPMG sull’andamento del Private Equity globale.


      Contatti

      Stefano Cervo

      Partner, Head of Private Equity and Deal Advisory

      KPMG in Italy