Il secondo anno di applicazione della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) rappresenta un momento di consolidamento nel percorso delle imprese verso una maggiore integrazione della sostenibilità nelle strategie aziendali. Dopo una prima fase caratterizzata prevalentemente dall'adeguamento ai nuovi obblighi di rendicontazione, emerge oggi una consapevolezza più matura del ruolo della sostenibilità come fattore di competitività e di creazione di valore nel lungo periodo.
La sostenibilità rappresenta cambiamento culturale che sta progressivamente modificando il modo in cui le organizzazioni prendono decisioni, allocano investimenti e definiscono le proprie priorità strategiche.
Questa evoluzione si riflette anche nell'organizzazione aziendale. La sostenibilità tende infatti a essere sempre più integrata nei processi operativi e decisionali, superando il modello di funzione separata per diventare una componente trasversale della gestione d'impresa.
Cambiamento climatico e doppia rilevanza: un approccio sempre più integrato
Il cambiamento climatico continua a rappresentare uno dei temi centrali per le imprese. Cresce l'attenzione verso la gestione dei rischi climatici, sia fisici sia legati alla transizione normativa, mentre il percorso verso la decarbonizzazione presenta ancora importanti margini di sviluppo. La Survey evidenzia infatti che solo un'impresa su quattro dichiara di disporre di un piano di transizione climatica in linea con gli ESRS.
Parallelamente, il principio della doppia rilevanza rafforza il legame tra sostenibilità e finanza, spingendo le aziende a valutare sia gli impatti dei fattori ESG sul business sia quelli generati dalle proprie attività.
Se oggi l'attenzione è ancora prevalentemente focalizzata sulla gestione dei rischi, nei prossimi anni assumerà un ruolo sempre più rilevante anche la capacità di cogliere le opportunità di crescita offerte dalla sostenibilità. Attualmente, infatti, le opportunità rappresentano soltanto il 14% degli impatti, rischi e opportunità (IRO) rendicontati dalle imprese analizzate.
Energia, supply chain e resilienza: le nuove priorità
Tra gli ambiti in maggiore evoluzione figurano la transizione energetica e il monitoraggio della supply chain. Le imprese stanno investendo nella diversificazione delle fonti energetiche e nel ricorso alle energie rinnovabili per rafforzare la propria resilienza, mentre cresce l'attenzione verso una conoscenza più approfondita della filiera e dei rischi connessi alle catene di approvvigionamento.
In questo scenario, il contesto normativo europeo e le recenti tensioni geopolitiche stanno accelerando il percorso verso una maggiore trasparenza della supply chain e una crescente indipendenza energetica. La Survey rileva, inoltre, un aumento del 37% delle imprese che rendicontano gli investimenti (CapEx e/o OpEx) destinati alle iniziative ESG, segnale di una crescente integrazione tra sostenibilità e pianificazione finanziaria.
Anche le PMI guardano alla rendicontazione volontaria
L'interesse verso la sostenibilità continua a crescere anche tra le piccole e medie imprese. Pur essendo state in larga parte escluse dagli obblighi della CSRD con il pacchetto Omnibus, molte PMI stanno scegliendo di adottare una rendicontazione volontaria, spinte sia dalle richieste delle grandi aziende lungo la filiera sia dalla crescente attenzione del sistema finanziario ai criteri ESG.
La rendicontazione di sostenibilità si conferma così uno strumento per rispondere alle aspettative degli stakeholder, rafforzare la trasparenza e migliorare il posizionamento competitivo. L'evoluzione del quadro normativo va in questa direzione: la Commissione europea ha recentemente adottato uno standard volontario di rendicontazione dedicato alle imprese di dimensioni ridotte.
La governance al centro delle strategie aziendali
Un segnale significativo dell'evoluzione in corso è il crescente coinvolgimento degli organi di governance, con i temi della sostenibilità sempre più presenti nell'agenda dei Consigli di Amministrazione. La Survey evidenzia che l'83% delle imprese analizzate ha istituito un comitato endoconsiliare dedicato alla sostenibilità o ai rischi e sostenibilità, a conferma della crescente integrazione dei temi ESG nella governance aziendale.
Il secondo anno di applicazione della CSRD conferma così un percorso di maturazione che va oltre la compliance: la sostenibilità si consolida come elemento strategico per rafforzare la resilienza, gestire i rischi e creare valore nel lungo periodo.