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      Nel 2025 il settore bancario italiano ha confermato la propria solidità in un contesto caratterizzato da persistenti tensioni geopolitiche, incertezza macroeconomica e progressiva normalizzazione della politica monetaria europea. Nonostante il calo dei tassi di interesse rispetto ai livelli massimi raggiunti nel biennio precedente, i gruppi bancari italiani hanno continuato a registrare risultati economici particolarmente positivi, mantenendo elevati livelli di redditività, qualità degli attivi e patrimonializzazione. 

      Redditività elevata grazie alla diversificazione delle fonti di ricavo

      Nel 2025 i gruppi bancari del campione analizzato registrano un nuovo record di utile netto, pari a 29,6 miliardi di Euro (+10,8% rispetto al 2024), mentre il ROE si attesta al 13,1%, confermandosi su livelli ampiamente superiori alla media storica del settore.

      A differenza degli esercizi precedenti, il risultato reddituale non è stato sostenuto dalla crescita del margine di interesse, per effetto della riduzione dei tassi di riferimento. La redditività è stata invece sostenuta dalla crescita delle commissioni nette e soprattutto dei profitti da attività finanziarie, evidenziando una progressiva diversificazione delle fonti di ricavo. Il margine di intermediazione si mantiene pertanto su livelli particolarmente elevati, attestandosi a 83,0 miliardi di Euro.

      La riduzione dei tassi ha determinato un calo sia del rendimento medio degli impieghi sia del costo medio della raccolta. La forbice tra rendimento degli impieghi e costo della raccolta si attesta all’1,63%, in diminuzione di 7 basis point rispetto al 2024. Nonostante ciò, il sistema bancario ha dimostrato una significativa capacità di adattamento del proprio modello di business, preservando elevati livelli di redditività. 

      Continua il miglioramento della qualità del credito

      Nonostante il permanere di elementi di incertezza sul piano economico e geopolitico, il sistema bancario italiano conferma per il decimo anno consecutivo il percorso di miglioramento della qualità del credito. Nel 2025 i crediti deteriorati lordi si attestano a 40,6 miliardi di Euro, in diminuzione del 2,0% rispetto all’anno precedente, con un’incidenza sul totale dei crediti verso la clientela pari al 2,1%, il valore più basso dell’ultimo decennio.

      Il miglioramento trova conferma anche nella riduzione delle sofferenze lorde, pari allo 0,6% degli impieghi, e nella stabilità del costo del credito, che si mantiene allo 0,22%, su livelli storicamente contenuti. Il Coverage Ratio dei crediti deteriorati si attesta al 47,4%, confermando un approccio prudenziale nella gestione del rischio di credito.

      I risultati raggiunti riflettono sia gli effetti delle operazioni di de-risking realizzate negli anni precedenti sia il progressivo rafforzamento dei processi di concessione, monitoraggio e gestione del credito implementati dagli istituti bancari.

      Patrimonializzazione elevata e superiore ai requisiti regolamentari

      Nel 2025 i gruppi bancari italiani confermano una posizione patrimoniale particolarmente solida, mantenendo livelli di capitale ampiamente superiori ai requisiti regolamentari e sostanzialmente in linea con quelli osservati presso i principali operatori europei.

      Il CET1 Ratio si attesta al 14,2% e il Total Capital Ratio al 18,7%. La lieve riduzione registrata rispetto al 2024 è attribuibile principalmente alla crescita delle attività ponderate per il rischio, superiore rispetto all’incremento del Capitale primario di classe 1 e dei fondi propri complessivi. Tale andamento riflette la ripresa dell’attività bancaria e la crescita degli impieghi verso la clientela.

      Ulteriori segnali positivi emergono dall’andamento del Texas Ratio, che si attesta al 18,5%, confermando il significativo rafforzamento della struttura patrimoniale e la maggiore resilienza del sistema rispetto al passato. 

      Migliora l’efficienza operativa

      Nel 2025 il settore bancario registra un miglioramento generalizzato degli indicatori di efficienza. I costi operativi si riducono del 3,6%, attestandosi a 38,9 miliardi di Euro, mentre le spese amministrative diminuiscono del 2,8%, grazie alla riduzione sia delle spese per il personale sia delle altre spese amministrative.

      Il Cost/Income Ratio scende al 46,9%, registrando un miglioramento di 1,2 punti percentuali rispetto all’esercizio precedente e raggiungendo uno dei livelli più favorevoli dell’ultimo decennio. Contestualmente prosegue il processo di razionalizzazione delle strutture operative, con una riduzione del numero di sportelli (-2,3%) e delle risorse impiegate (-1,1%).

      Gli effetti delle strategie di trasformazione e ottimizzazione organizzativa si riflettono anche sul miglioramento degli indicatori di produttività, che raggiungono livelli particolarmente elevati sia in termini di masse amministrate sia di margine di intermediazione per sportello e per dipendente.

      Le sfide dei prossimi anni

      Le banche italiane affrontano la nuova fase del ciclo economico da una posizione di particolare forza. Le principali sfide dei prossimi anni riguarderanno la capacità di sostenere la redditività in un contesto caratterizzato da tassi di interesse più contenuti, attraverso lo sviluppo delle commissioni e la diversificazione delle fonti di ricavo, il mantenimento degli attuali livelli di qualità del credito e la prosecuzione dei percorsi di trasformazione operativa, digitalizzazione ed efficientamento richiesti da uno scenario competitivo e regolamentare sempre più complesso.

      Sono queste le principali evidenze che emergono dall’analisi di bilancio condotta su un campione di 16 gruppi bancari italiani, che rappresentano circa il 70% del sistema bancario italiano in termini di totale attivo consolidato.

       

       

      Il team Financial Services di KPMG ha sviluppato un tool che permette di fare benchmarking sui dati di bilancio dei principali player bancari e assicurativi italiani; una soluzione che consente analisi comparative in tempo reale dei principali KPI, fornendo una visione immediata delle performance in termini di efficienza operativa, redditività, solidità patrimoniale e qualità del credito.

       



      Analisi dei bilanci dei gruppi bancari italiani

      Edizione 2026

      Contatti

      Lorenzo Macchi

      Partner, Head of Financial Services and Head of Banking & Finance

      KPMG in Italy

      Giuliano Cicioni

      Partner, Head of Business Consulting (Financial Services)

      KPMG in Italy

      Giovanni Pepe

      Partner, Head of Regulatory and Risk Advisory

      KPMG in Italy

      Guido Tirloni

      Partner, Advisory

      KPMG in Italy