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      Le imprese familiari rappresentano la spina dorsale dell’economia italiana. Realtà radicate nei territori, ma al tempo stesso aperte ai mercati globali (oltre la metà di loro, circa il 52%, possiede partecipazioni all’estero), sono caratterizzate da una combinazione di tradizione e apertura internazionale che costituisce uno dei principali punti di forza del modello imprenditoriale italiano.

      Ambasciatori d’Impresa è un riconoscimento nazionale promosso da KPMG e UBS, con il supporto scientifico del Politecnico di Milano ed in collaborazione con Elite di Borsa Italiana.  L’obiettivo è quello di condividere competenze, valorizzare le esperienze e storie di successo che possono rappresentare un modello di riferimento per tutta l’imprenditoria italiana e sostenere il ruolo delle imprese familiari nel tessuto economico italiano.

      La seconda edizione, focalizzata su passaggio generazionale ed il coinvolgimento della Next Gen, si è svolta in Borsa Italiana, e ha riunito gli imprenditori e i più prestigiosi esperti di family business a livello nazionale, per creare un network tra imprenditori di diverse generazioni ed offrire conoscenze e supporto per garantire la continuità e la crescita delle imprese familiari davanti alle sfide del cambiamento.

      Il passaggio generazionale: una transizione ancora incompiuta

      Il tessuto imprenditoriale italiano è caratterizzato da una significativa vitalità, nel quale le imprese familiari rivestono un ruolo sempre più importante. Queste imprese si trovano, però, ad affrontare una delle principali sfide per la loro sopravvivenza: il passaggio generazionale.

      Nonostante l’elevato livello di formazione delle Next Gen la leadership resta saldamente nelle mani delle generazioni più senior. Inoltre, la presenza delle donne al vertice è ancora limitata tra le aziende familiari.

      In questo contesto, sono necessari meccanismi premianti che incoraggino una maggiore spinta al cambiamento. Ma queste realtà vivono di dinamiche complesse, molto fragili, dove le interessenze fra famiglia e impresa complicano le spinte evolutive. 

      La Next Gen come strumento per guidare l’innovazione

      È possibile onorare la tradizione rimanendo aperti all’innovazione e al cambiamento. Ed è proprio quello che sta facendo la Next Gen, mettendo in campo nuove tecnologie, rivedendo business model e strategie per rimanere competitivi soprattutto in un contesto come quello attuale. Le nuove generazioni non si limitano a ricevere l’eredità, ma la reinterpretano. Le imprese familiari che hanno coinvolto nel business le Next Gen si stanno aprendo a start-up, università e nuove tecnologie, dando vita a processi di innovazione ‘aperta’ che superano i confini aziendali.

      “Le giovani generazioni ovviamente portano l’energia, la voglia di fare e le idee tipiche dei giovani. Essendo continuamente esposti a nuove tendenze di mercato, tecnologie, innovazione dei modelli di business, questi giovani hanno una visione orientata al futuro.” - ha commentato Mario Corti, Senior Partner di KPMG.

      La paura di perdere il controllo e le diverse visioni generazionali possono rallentare il passaggio generazionale, ma allo stesso tempo costituiscono l’occasione per rilanciare il business, e costruire strategie innovative al fine di rimanere competitivi e resilienti di fronte a nuove sfide.

      “Il vero tema è come trovare l’equilibrio intergenerazionale tra i fondatori e le nuove generazioni senza generare delle discontinuità che potrebbero mettere a rischio l’esistenza dell’impresa. - ha continuato Mario Corti - Si tratta di un passaggio non solo manageriale, ma anche emotivo ed esistenziale, che chiama in causa le ragioni profonde delle imprese e che in qualche modo mette in discussione la visione del fondatore."

      Ottimismo e prudenza verso il futuro

      Nonostante l’incertezza del contesto economico, il 92% degli imprenditori familiari guarda al futuro con fiducia, puntando su diversificazione, internazionalizzazione, acquisizioni e digitalizzazione. Gli investimenti restano concentrati sul core business (58%), mentre ESG e partnership esterne hanno ancora un peso limitato. L’Italia è percepita come un contesto con vantaggi competitivi moderati (6,36 su 10), ma ostacolato da burocrazia e instabilità normativa.

      Inutile dire che un cambiamento in queste realtà, data la loro rilevanza, può contribuire in modo deciso all’evoluzione culturale del tessuto economico italiano. Da qui la necessità di contribuire con percorsi strutturati per cogliere le opportunità di crescita sostenibile e di rafforzamento competitivo a lungo termine di queste imprese.

      “Quello che ci fa ben sperare è che le nuove generazioni sono pronte. Spesso chiedono delle opportunità e gli vanno date. La sfida è quella di creare un clima all’interno delle imprese per preparare questo passaggio. Sii tratta anche di un tema di Leadership. La leadership generativa di chi capisce che deve progressivamente creare degli spazi per i successori.”  - conclude con queste parole Mario Corti, Senior Partner di KPMG.

      Video Intervista a Mario Corti


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      Ambasciatori d’impresa
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      Contatti

      Mario Corti

      Senior Partner

      KPMG in Italy