Il progetto 'Coniugare sicurezza e qualità dell’incontro' promuove un programma di formazione rivolto alla Polizia Penitenziaria per migliorare la qualità degli incontri tra persone detenute e figli minorenni, integrando esigenze di sicurezza e tutela della relazione familiare.
Il percorso formativo, sviluppato da Bambini Senza Sbarre in collaborazione con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, si fonda sul coinvolgimento diretto degli operatori degli istituti penitenziari, riconosciuti come attori centrali nel cambiamento delle condizioni di vita all’interno del carcere. In questo contesto, il personale penitenziario condivide infatti, seppur in forme diverse, un ambiente complesso e spesso caratterizzato da elevati livelli di stress, che può renderli a loro volta “vincolati” dalle dinamiche dell’istituzione.
Per questo motivo, il programma mira a valorizzare il loro ruolo non solo come garanti della sicurezza, ma come protagonisti attivi nella costruzione di un contesto capace di sostenere percorsi autentici di relazione e rieducazione, in linea con quanto previsto dall’articolo 27 della Costituzione italiana, secondo cui la pena deve tendere alla rieducazione del condannato.
Il percorso è articolato in moduli esperienziali e interattivi e si sviluppa su più livelli:
- formazione in due moduli (base e avanzato) per operatori, direttori e responsabili dell’area pedagogica
- sessioni laboratoriali orientate alla gestione delle relazioni con minori e famiglie
- analisi di casi reali e condivisione di buone pratiche tra istituti
- produzione di materiali e contenuti formativi riutilizzabili
Il ciclo formativo ha una durata di 5 mesi, con incontri mensili, e coinvolge oltre 200 operatori in 52 istituti penitenziari di Campania, Puglia e Sicilia.
In Italia oltre 100.000 minori vivono la condizione di avere un genitore detenuto, con un forte impatto sulla continuità delle relazioni familiari e sul benessere dei bambini.
Il progetto si inserisce nell’attuazione della Carta dei diritti dei figli di genitori detenuti, che riconosce il diritto dei minori a mantenere un legame affettivo con il genitore anche durante la detenzione.
L’obiettivo è rendere l’accoglienza dei bambini in carcere più omogenea e qualificata, rafforzando le competenze degli operatori e promuovendo un approccio che coniughi sicurezza e attenzione relazionale. Il programma mira, inoltre, a ridurre le differenze tra territori, migliorare la collaborazione tra istituti e consolidare un modello formativo replicabile a livello nazionale, contribuendo alla costruzione di un ambiente penitenziario più umano e realmente orientato alla funzione rieducativa.